Lettera Pastorale per la Luminosa Solennità della Natività del Signore - Per l’anno della salvezza 2017

Celebriamo la Nascita del Signore

in attesa della Sua seconda gloriosa venuta!

 

† SILUAN

Per grazia di Dio, Vescovo della Eletta da Dio Diocesi Ortodossa Romena d'Italia,

 

Piissimo Ordine Monastico,

Reverendissimo Clero e

Ortodossi del Popolo cristiano della nostra Diocesi,

 

Grazia, pace e benevolenza da Dio, e da noi Apostolica e Paterna benedizione!

 

Amati figli spirituali,

 

Venite, fedeli tutti e amanti di Dio, adoriamo anche noi il Cristo nato nella mangiatoia di Betlemme, così come una volta i pastori e i magi, e contempliamo Dio che ha preso forma umile ed è divenuto uomo come noi, affinché, con la Sua venuta nel mondo, il Figlio di Dio ci portasse in dono la figliazione con il Padre Celeste.

 

Il Figlio eterno di Dio Si fa, con l’incarnazione, „fratello” con ciascuno di noi e innalza alla dignità di „figli” di Dio noi, schiavi del peccato e della morte, donandoci l’occasione di essere, insieme a Lui, eredi del regno dei Cieli (Rm. 8, 17). Egli non ci dona la figliazione e il regno per i „meriti”, ma per il Suo Amore per l’umanità. Non ci da per giustizia, ma secondo la Sua grande misericordia. Non ci accoglie in base alle opere della legge, ma secondo la fede (Rm. 3, 28) e la buona volontà di ciascuno. Non ci promette qualcosa di impossibile, ma ci rende partecipi, fin d’ora, delle vere bontà del Regno dei Cieli. E dice ad ogni uomo affamato e assetato: Se qualcuno ha sete, venga a me e beva(Gv 7,37). Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti per le vostre anime (Is. 55, 2). Ed aggiunge: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Mt. 4, 4). E ci si rivela, dicendo: Io -Parola eterna del Padre- sono il Pane di Vita. (...). il pane che io darò è la mia carne (Gv. 6, 51). Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda (Gv. 6, 55).

 

Quanti sono schiacciati dalle avversità e dai problemi della vita, il Figlio dell’Uomo gli dice: Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò ristoro(Mt 11, 28). E a coloro che vivono nel buio della non conoscenza di Dio, Cristo, che è Nato, gli dice: Io sono la luce del mondo – la luce vera (Gv. 1,9). Colui che segue me non camminerà nelle tenebre, ma troverà la luce della vita (Gv. 8, 12). A coloro che non comprendono più il senso della vita, schiacciati come sono dalla menzogna, dalla confusione che ci circonda, il Signore gli dice: Io sono la via, la verità e la vita (Gv. 14, 6). E a tutti coloro che sono alle soglie della morte o che la temono, così come a tutti coloro che sono nel lutto, il Vincitore della morte gli dice: Io sono la resurrezione e la vita, chi crede in Me, anche se morirà, vivrà (Gv. 11, 25). Colui che mangia il Mio Corpo e beve il Mio Sangue ha la vita eterna e Io lo resusciterò nell’ultimo giorno (Gv. 6, 54).

 

Così dunque, diciamo anche noi con il salmista, in questo giorno di luminosa solennità: Che cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il Nome del Signore (Salmo 115, 12-13). Ognuno dica in questo luminoso giorno: Benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode (Salmo 33,1); e con tutti portiamo a compimento queste parole.

 

Stiamo attenti a noi stessi e alle nostre anime e ogni preoccupazione mondana, ora, deponiamo ed eleviamo i nostri cuori, pronti per ricevere convenientemente Colui che si è rivelato a noi, mite e umile di cuore, accettando di essere adagiato in una mangiatoia, sapendo chedi nuovo verrà, nella gloria, al cospetto di tutti, per giudicare i vivi e i morti, nell’ultimo giorno.

 

Ogni solennità, ogni Divina Liturgia alla quale partecipiamo, nell’ascolto delle scritture e la partecipazione (comunione) al Santo Corpo e Sangue del Signore, non sono altro che una sosta datrice di speranza e di fiducia, nella comunione con Colui che ci ha promesso che sarà con noi tutti i giorni (Mt 28, 20), nell’attesa della Sua venuta nella gloria, sapendo che verrà e non tarderà (Eb. 10, 37), per mettere fine alle sofferenze, alle paure, solitudini, prigionie, ingiustizie e ad ogni male che schiaccia il genere umano, e per rendere a ciascuno secondo le sue opere (Ap. 22, 12).

 

Trasformiamo, dunque, il modo di vedere e vivere la vita, ponendo al primo posto Colui che viene – il Dio Filantropo e che vuole la salvezza di tutti, abbandoniamo ogni peso e peccato che prontamente ci avvinghia e, tenendo fisso lo sguardo su Cristo, inizio e pienezza della nostra fede, corriamo per ottenere la salvezza (Eb. 12, 1-2). Altrimenti, come potremo scampare noi se trascuriamo una salvezza così grande? (Eb. 2, 3).

 

E’ doveroso glorificare e lodare la Santissima Vergine che, oggi, partorisce Colui che è al di sopra di ogni essere nella mangiatoia di Betlemme e glorifichiamo il suo parto, ringraziando il suo Figlio e Dio nostro che ci rende partecipi della sua maternità amorevole, dicendo a ogn’uno di noi, che abbiamoamato la sua manifestazione(2 Tm. 4, 8) e a tutti coloro che sono orfani e abbandonati: Ecco tua madre (Gv. 19, 27), affidandoci così alla custodia di colei che è diventata, partorendo Lui, la Deìpara (Theotokos – Genitrice di Dio) e Madre di Vita.

 

E non dimentichiamo oggi il nostro prossimo, quello che è accanto a noi nella sofferenza e nel bisogno, affamato o assetato, nudo o straniero, malato o in carcere, consapevoli che Cristo Signore si identifica in coloro che sono provati, così come ci dice Egli stesso nel vangelo secondo Matteo: In verità vi dico: Poiché lo avete fatto (del bene) ai miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a Me (25, 40). E non dimentichiamo coloro che sono „lontani”: padri e fratelli, mamme e sorelle nostre, i figli nostri, che ci rimpiangono e ci mancano, e rivolgiamo a Dio, in questo giorno Solenne, una intenzione di preghiera per loro, perché la nostra gioia sia piena.

 

            La nostra festa non sarebbe piena se non comprendesse anche coloro che sono passati da questa vita all’eternità, per i nostri avi: progenitori, padri e madri, fratelli e sorelle, figli o figlie e per tutti coloro che si sono addormentati nella speranza della resurrezione, della vita eterna; per coloro a cui siamo debitori della vita terrena e della fede. Preghiamo il Signore, Colui che è disceso a noi, affinché riversi nelle loro anime la ricchezza della Sua Grazia, rendendoli tutti partecipi del perdono e della salvezza potata da Lui.

 

Che la Solennità della venuta nel corpo e la nascita del Redentore di quest’anno sia per tutti una nuova occasione e un buon inizio per una vita a Lui gradita, nella quale la verità vinca la menzogna, la bontà vinca la cattiveria, l’amore vinca l’odio e la resurrezione vinca la morte. E, nell’anno che viene, l’amore per Dio vinca l’amore per il mondo, l’amore per il prossimo vinca l’amore per il nostro corpo e i piaceri e le passioni; che la nostra vita non sia più orientata alle cose basse ma verso l’alto e verso Colui che è con noi tutti i giorni e che di nuovo verrà nella gloria.

 

Amiamo tutti Dio, dal più piccolo al più grande, ringraziandolo per tutto ciò che Egli ha fatto per noi nell’anno trascorso e in ogni tempo; e amiamo il nostro vicino e ogni essere umano, desiderando e chiedendo al Signore per tutti serenità, pace e benessere e al contempo misericordia e perdono, come per noi stessi. Facendo e pensando in questo modo, rendiamo feconda in noi l’umanizzazione del Figlio di Dio e portiamo il regno del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo nella nostra vita.

 

La Grazia del nostro Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi, ora e sempre. Amen.

 

Con paterno affetto e apostolica benedizione a tutti,

 

 

† Vescovo Siluan

 

della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia

 

Dato dalla nostra residenza di Roma, nella luminosa Solennità della Natività del Signore,

nell’Anno della Salvezza 2017.

 

tă la Reședința noastră de la Roma, la Luminosul Praznic al Nașterii Domnului, în Anul Mântuirii 2017.