IL METROPOLITA VISARION PUIU – UNA VITA DA “ATLETA DI CRISTO”

Mi è stato chiesto dagli organizzatori di questo convegno, di parlare della vita di Visarion Puiu, vescovo Metropolita romeno, accolto in questo monastero per un periodo di due anni, da San Giovanni Calabria.

Negli ultimi due decenni si è scritto abbastanza su questo metropolita. Qualcuno[1] ha fatto una vera e propria passione dello “scovare” nel passato di questo personaggio.

Perché, come potette intuire anche da quello che si dirà oggi, Visarion Puiu è, ed lo è sempre stato, un vero personaggio; ammirato e controverso, apprezzato da alcuni e perseguitato da altri, ha sempre “camminato sopra le righe” verso la vera meta – Cristo.

Se in Italia è conosciuto come amico di San Giovanni Calabria, in Romania si sono occupati in molti della sua vita. Ricordo alcuni:

a.       Dumitru Stavarache: che ha raccolto i documenti del periodo di esilio (1944-1963).

b.      Adrian Petcu: che ha cercato negli archivi CNSAS, i documenti del regime comunista riguardanti il Metropolita.

c.       Prof. Univ. Gheorghe Buzatu.

d.      Metropolita Antonie Plamadeala: che ha pubblicato la corrispondenza con varie persone nel periodo interbellico.

Una fonte straordinaria di notizie è la sua autobiografia  - Annotazioni della mia vita[2] - consegnata agli Archivi Nazionali della Romania[3] nel anno 1944 e pubblicata con la benedizione del allora Metropolita della Moldavia – Daniel, attuale Patriarca della Romania.

Si sono scritte varie tesi di laurea nelle varie Università della Romania, sui vari aspetti della vita di Visarion Puiu e, da una ventina di anni, a Pascani, la sua città natale, nel mese di febbraio, si festeggiano “Le giornate di Vissarion Puiu”.

Ma vediamo brevemente chi fu il metropolita Vissarion!

Dall’inizio bisogna dire che la sua vita abbraccia due periodi distinti: 1879-1944, periodo vissuto in Romania e 1944-1964, il periodo dell’esilio.

Nacque il 27 febbraio 1879 a Pascani, essendo il primo dei tre figli di Ioan ed Elena Puiu ed ha ricevuto il nome di Victor.

Il padre era figlio del prete Ioan Puiu di Girov, provincia Neamt, ed era impiegato della Compania ferroviaria Lemberg.

La mamma, Elena, era figlia di commercianti di Roman.

Ha studiato a Pascani, ha fatto il Seminario Teologico inferiore di Roman, ha continuato i suoi studi ai Seminari Teologici Superiori di Iasi e Bucarest e si è laureato in Teologia alla Facoltà di Bucarest (1900-1904).

Un anno dopo, ha scelto di entrare in monachesimo, ricevendo la tonsura nella cattedrale di Roman, il 22 dicembre 1905 e subito dopo, nel giorno di Natale fu ordinato diacono.

Un anno dopo, nel gennaio 1907, va a studiare all’Accademia Teologica di Kiev e al ritorno, nel 1908, fu mandato nella diocesi di Galaţi, dove fu ordinato sacerdote.

Inizia un’ascensione veloce nella gerarchia ecclesiastica, l’inizio dell’anno 1909 trovandolo già archimandrita e vicario della diocesi. Paralelamente, li fu assegnata la direzione del Seminario Teologico locale (1909-1918). Siamo negli anni della I Guerra Mondiale, quando il giovane direttore del Seminario si evidenzia per l’attenzione verso i sofferenti. Nel suo libro autobiografico scrive che in questo periodo ha trasformato il Seminario in ospedale per i soldati feriti e lo amministrava insieme alla sua mamma[4]. Alla fine della Guerra fu trasferito come direttore del Seminario Teologico di Chişinău, dove si impegna per il rifacimento del edificio che ha avuto da soffrire a seguito dello stazionamento del esercito russo e ha reimpostato il programma scolastico. Nello stesso anno fu nominato come ispettore (esarca) dei monasteri della Bassarabia. Questo incarico gli permette di visitare tutti i monasteri dell’est della Romania e di rendersi conto come i governanti sono lontani dai problemi della gente. Cerca di cambiare qualcosa, mandando lettere al re Ferdinando ed ai capi dei vari partiti ma non riceve altro che ringraziamenti.

Il giorno dell’Annunciazione del 1921 fu ordinato vescovo per la Diocesi di Arges ( sud della Romania), proponendosi di visitare tutte le parrocchie della sua diocesi.

Resta poco tempo, perche' due anni dopo (1923) fu nominato vescovo della diocesi di Hotin (est della Romania, oggi nella Repubblica di Moldova), dove costruisce 71 chiese e la chiesa cattedrale, restaura 397 chiese e 40 case parrocchiale, organizza il Seminario e si impegna nello sviluppo culturale della zona.

Nel 1935 Visarion Puiu è scelto come metropolita della Bucovina, una delle più grandi diocesi della Romania, dove prova di lottare contro i gradi interessi economici delle varie companie straniere che gestivano quasi tutte le proprietà della Metropolia, aiutati dai politici locali.

Dopo cinque anni, nel 1940, forse perche' dava troppo fastidio ai vari gruppi di interessi che giravano intorno alle proprietà della Metropoli, il metropolita Visarion fu pensionato e si è ritirato allo schiti di Vovidenia, vicino al grande monastero di Neamt, dove aveva acquistato una casa.

Dopo poco tempo, nel 1942, fu chiamato per guidare la Missione Ortodossa Romena in Transnistria (nella parte est della attuale Repubblica Moldova), dove fino al 1943, si è occupato della riapertura delle chiese chiuse dai comunisti, dell’organizzazione del sistema educazionale e dei vari problemi sociali della popolazione locale. Questo suo impegno li è costato la condanna a morte da parte del cosi detto Tribunale del Popolo, nel 1946.

Al ritorno della Transnistria, il Metropolita è rimasto per poco tempo alla sua casa, allo schiti di Vovidenia, dopo di che e andato a Bucarest.

Nel 1944 fu mandato dal Patriarcato della Romania a Zagabria, all’ordinazione di un vescovo ortodosso e non torna più.

Essendo, la Romania, occupata dai comunisti, il Metropolita decide di rimanere in Occidente. Si rifugia a Vienna, insieme a molti esponenti politici di destra ed e nominato, senza essere informato, come ministru dei Culti nel Governo fedele all’Assa. Non volendo essere coinvolto nella politica, fugge dall’Austria (autunno 1945) e si rifugia in Italia, qui a Maguzzano, dove rimane dal 27 ottobre 1945 fino al 13 giugno 1947. Molto probabilmente fu aiutato dal Papa Pio XII e dal cardinale Tisserand, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali.

Da qui, a causa delle pressioni subite da parte degli uomini del regime comunista, fu costretto di rifugiarsi a Sonvico (Lugano), dove rimane fino al 1949, quando fu convinto da alcuni membri della Comunità Romena di Parigi, di spostarsi in Francia, dove ha abitato in più località.

Morì il 10 agosto 1964, senza che il suo desiderio di ritornare nella sua cara Romania si compisse. Infatti, sulla sua tomba, nel cimitero Montparnasse, a Parigi, c’è scritto: „Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion” (salmo 137). Per il Metropolita Visarion, il Sion era la sua cara Patria - Romania.

Nel 1990, il 25 settembre, il Santo Sinodo della Chiesa Ortodossa Romena annulla la decisione ingiusta della deposizione dal sacerdozio del Metropolita e da qui  si innesca un processo di riabilitazione storica e morale che non e ancora finito.

Padre Gabor Codrea

Sacerdote della Diocesi Ortodossa Romena d'Italia.



[1] Mi riferisco allo storico Dumitru Stavarache.

[2] Însemnări din viața mea (rom)

[3] Arhivele Naționale ale României (rom)

[4] Arhivele Naţionale Române (ANR), fond Puiu Visarion, dosar 31, f. 60 (nota riportata nel: Dumitru Stavarache, Mitropolitul Visarion Puiu, documente din Pribegie (1944-1963), ed, Moldopress, Paşcani 2002, p. 34.