ROMA, 1 luglio 2026 – Oggi, sotto la cupola di Palazzo Madama, si è concluso l'iter legislativo di un documento di fondamentale importanza per la comunità romena della Penisola Italiana.
Il Senato d'Italia ha votato, all'unanimità, il disegno di legge che regolamenta i rapporti tra lo Stato Italiano e la Diocesi Ortodossa Romena d'Italia, ai sensi dell'articolo 8 della Costituzione italiana, dopo che il documento aveva già ricevuto il voto unanime della Camera dei Deputati nel mese di febbraio. Con questo voto finale, il testo del disegno di legge viene ufficialmente adottato, segnando lo storico riconoscimento dei diritti e dello status giuridico della Chiesa Ortodossa Romena sul territorio italiano. L'ultimo passo del processo di riconoscimento, con pieni diritti, della Diocesi d'Italia, si compirà con la promulgazione della legge da parte del Presidente dell'Italia.
Riconoscenza e Servizio
La Diocesi Ortodossa Romena d'Italia esprime la propria gratitudine verso i membri del Senato Italiano per questo gesto di alta stima nei confronti del ruolo spirituale, culturale e sociale che la nostra comunità riveste nella società italiana.
Un pensiero speciale di ringraziamento va a tutti coloro che hanno sostenuto questo progetto storico, sottolineando nei loro interventi che questa "Intesa" suggella l'integrazione armonica e il profondo legame di amicizia tra il popolo romeno e quello italiano.
"Il voto di oggi al Senato rappresenta il coronamento di oltre cinque decenni di missione, sacrificio e dedizione del clero e dei fedeli ortodossi romeni che si trovano, dal 2008, sotto la guida pastorale di Sua Eccellenza il Vescovo Siluan", ha trasmesso il Centro Diocesano di Roma.
Attraverso la legge che definirà i rapporti tra lo Stato Italiano e la Diocesi Ortodossa Romena d'Italia, la comunità ortodossa romena della Penisola ottiene il pieno riconoscimento come culto, cosa che faciliterà una ancora migliore organizzazione delle comunità parrocchiali e monastiche, l'educazione religiosa dei bambini e dei giovani, l'assistenza religiosa negli ospedali e nelle carceri, l'opera socio-filantropica, nonché la collaborazione istituzionale con le autorità italiane.







